Mutui a confronto

La scelta tra tasso fisso e tasso variabile è il bivio più importante per chi accende un mutuo. Ogni tipologia ha vantaggi e rischi specifici: capirli a fondo ti aiuterà a individuare la soluzione più adatta alla tua situazione economica e ai tuoi obiettivi.

In questa guida mettiamo a confronto le principali caratteristiche dei due tassi, analizziamo le soluzioni ibride e ti forniamo criteri pratici per decidere con consapevolezza.

Tasso fisso vs tasso variabile: la tabella riassuntiva

AspettoTasso fissoTasso variabile
RataCostante per tutta la durataCambia col mercato (Euribor)
RischioBasso: sai quanto pagheraiPiù alto: la rata può salire
Costo inizialeIn genere più altoIn genere più basso
Indicato perChi vuole certezza di spesaChi può assorbire variazioni
Indice di riferimentoIRS (Eurirs)Euribor (1m, 3m, 6m)
Convenienza storicaMigliore nei periodi di tassi bassiVantaggioso in fase calante

Mutuo a tasso fisso: vantaggi e svantaggi

Con il tasso fisso la rata resta identica dalla prima all'ultima mensilità. Il parametro di riferimento è l'IRS (Interest Rate Swap, detto anche Eurirs), al quale la banca aggiunge il proprio spread. Il tasso viene determinato al momento della stipula e non subisce variazioni, indipendentemente dall'andamento dei mercati.

Vantaggi del tasso fisso

Svantaggi del tasso fisso

Mutuo a tasso variabile: vantaggi e svantaggi

Il tasso variabile è agganciato all'Euribor (European Interbank Offered Rate), l'indice che misura il costo del denaro nel mercato interbancario europeo. Al valore dell'Euribor si somma lo spread della banca. La rata si aggiorna periodicamente (di solito ogni 1, 3 o 6 mesi) in base all'andamento dell'indice.

Vantaggi del tasso variabile

Svantaggi del tasso variabile

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Soluzioni ibride: tasso misto e tasso variabile con CAP

Se non riesci a scegliere tra fisso e variabile, il mercato offre soluzioni intermedie:

Per capire nel dettaglio come funzionano questi indicatori, leggi la guida Tasso mutuo: TAN, TAEG, fisso e variabile.

Non solo il tasso: gli altri fattori da valutare

Per confrontare correttamente due mutui non basta guardare il tasso nominale. Ecco gli altri elementi da considerare:

Come scegliere: i criteri pratici

  1. Valuta la tua tolleranza al rischio: se l'idea di una rata variabile ti toglie il sonno, il fisso è probabilmente la scelta giusta.
  2. Considera la durata del mutuo: su durate lunghe (25-30 anni) il variabile espone a più cicli economici e quindi a maggiore incertezza.
  3. Analizza il contesto dei tassi: in periodi di tassi storicamente bassi, bloccare un fisso può essere vantaggioso. Quando i tassi sono alti, il variabile potrebbe beneficiare di futuri ribassi.
  4. Confronta il TAEG, non il TAN: solo il TAEG ti dà il costo effettivo del finanziamento.
  5. Simula diversi scenari: usa il nostro calcolatore di ammortamento per vedere come cambia la rata al variare del tasso.

Un esempio numerico

Consideriamo un mutuo da 150.000 € con durata 25 anni:

La differenza iniziale è di circa 55 € al mese. Tuttavia, se l'Euribor salisse di 2 punti percentuali, la rata del variabile potrebbe superare quella del fisso. Per questo è importante calcolare la rata massima sostenibile e verificare che il budget familiare la possa assorbire anche nello scenario peggiore.

Prossimi passi

Stima l'impatto sulla rata con il calcolatore di ammortamento, approfondisci il funzionamento dei tassi nella guida Tasso mutuo, oppure se hai le idee chiare invia la tua domanda di mutuo. Se cerchi un finanziamento alternativo, valuta la cessione del quinto.

Le informazioni contenute in questa pagina sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Alcuni link presenti nel sito sono link di affiliazione: ProntoMutuo.it può percepire una commissione senza alcun costo aggiuntivo per l'utente. Per maggiori dettagli consulta le note legali.